FLEPAR Inail formula proposte operative per una PA a servizio di cittadini ed imprese, a sostegno del mondo impresa-lavoro e delle PMI. Sviluppa le competenze interdisciplinari dei professionisti pubblici per riforme: PA, sicurezza sul lavoro, giustizia, legalità, prevenzione della corruzione.

Ad attività sindacale FLEPAR affianca una intensa attività propositiva e di studio, fornendo contributi in materie strettamente correlate ai compiti istituzionali Inail: si pone come un laboratorio di idee e progetti caratterizzato da un approccio concreto, frutto dell'esperienza diretta sul campo.

Associazione apolitica e senza scopo di lucro, con carattere sindacale, col fine di tutelare interessi giuridici, economici, e funzione, professionalità, dignità e autonomia dei Professionisti Inail.
Interlocutore sindacale dell'Amministrazione, siede con piena legittimazione a tutti i tavoli sindacali.

Nel corso della storia di FLEPAR Inail abbiamo compreso che non sempre è sufficiente avere una buona idea, svilupparla e proporla nelle giuste sedi ma è altrettanto importante la modalità con la quale questa iniziativa viene veicolata e comunicata. Ci siamo resi conto che una comunicazione adeguata e moderna costituisce un valore aggiunto.

Circolare n. 25/2010 Previsione - Fabbisogni; Verifica dati

F.L.E.P.A.R. ASSOCIAZIONE LEGALI INAIL

aderente alla CISL-FPS

SEGRETERIA GENERALE

via Pierluigi da Palestrina, 8 – 00193 Roma

Con la circolare n°25 del 25 giugno 2010 (che si trasmette con i relativi allegati)l’Amministrazione ha dettato le linee guida per il processo previsionale per l’esercizio 2011, in cui, tra l’altro, nella definizione degli obiettivi di sviluppo, gestione e produzione prevede che per ciascuna attività programmata per la realizzazione degli obiettivi, dovranno essere stimati gli FTE necessari a conseguire i risultati prefissati.

FTE è l’acronimo che identifica il Full Time Equivalent ed esprime il numero di risorse a tempo pieno (anni uomo) necessari per svolgere una determinata attività.

Per quanto non si parli esplicitamente di rideterminazione dell`organico, è ovvio che stabilire gli obiettivi di sviluppo ed i fabbisogni necessari per raggiungerli, di fatto significa creare elementi fuorvianti per la futura determinazione.

A tale proposito, non possiamo esimerci dal ricordare che l`attività dell`Avvocatura è diretta a garantire la difesa dell`Ente dinanzi agli uffici giudiziari e l`assistenza legale alle strutture di riferimento in stretta connessione con tutte le attività istituzionali dell`Ente stesso (per esemplificare: area lavoratori con il governo delle azioni di rivalsa, prevenzione con rapporti con le Procure, Dpl, azioni di regresso, formazione, area aziende con contenzioso ed assistenza in materia di tariffa, procedure concorsuali, contenzioso e assistenza in materia di immobili).

Ad un primo esame, riservandoci in ogni caso di approfondire tutti gli altri aspetti anche alla luce di ulteriori chiarimenti che dovrebbero pervenire dalle Direzioni Centrali, appare evidente una rilevante diminuzione del fabbisogno complessivo previsto per gli avvocati ridotti a 238. Tale riduzione, intervenuta a meno di due mesi dalla recente riformulazione dell`organico (da n. 261 a n. 250 avvocati) di cui alla delibera commissariale del 14 aprile scorso, non è in alcun modo giustificabile giacché non consente di salvaguardare l’attività professionale sulla base di criteri ad essa intrinsecamente collegati.

Peraltro, ad una prima lettura, i numeri indicati, di provenienza DCRU, descrivono una realtà virtuale, se non irreale, che porta a giustificare una collocazione di risorse in misura più elevata al centro e tagli e smembramenti sul territorio.

Qualsiasi rideterminazione del fabbisogno non può prescindere dalla valutazione delle singole realtà territoriali (numero di giudici, sezioni distaccate di Tribunale, Procure della Repubblica, ed attività svolta) e dai criteri già in passato condivisi dal tavolo sindacale ed inspiegabilmente disattesi, in assenza dei quali si rischia uno stravolgimento dell’attività professionale ed un effettivo indebolimento della funzionalità dell`Avvocatura che, nel medio periodo, porterebbe al ricorso all’esterno con evidente ed inevitabile aggravio di costi per l’Amministrazione.

Si segnala, in particolare, l’allegato n. 2b nel quale, sulla base di dati forniti dalla DCRU, è stato indicato, con riferimento alle singole regioni, il fabbisogno previsto per i professionisti al 31/12/2011 e Vi invitiamo a verificare la correttezza delle cifre sulla forza presente e sui futuri pensionamenti e segnalare eventuali discordanze previste dalla circolare relativamente al fabbisogno per le Avvocature di appartenenza, anche con riferimento agli altri professionisti della Regione ed al personale che direttamente (attività strumentali per ora) o indirettamente (rivalsa, prevenzione) è collegato all`attività degli avvocati.

Riteniamo che anche l`Amministrazione converrà sulla inadeguatezza del metodo e dei criteri assunti relativamente ad alcune tipologie di professionisti dipendenti, mentre il principale snodo per un`effettiva riduzione di costi, senza diminuzione della qualità delle prestazioni, si trova negli incarichi esterni e nelle convenzioni in essere in corso di rinnovo contrattuale.

LA SEGRETERIA